Balanced Dogs | Racconti dalle classi (L'iperattaccamento nel cane)

Racconti dalle classi
La storia di Sake

A cura di Francesca Cavoli

Mi è stato chiesto di parlare di Sake. Anzi Caffè. Già, perché sappiate che uno dei primi effetti delle lezioni con Alessio è che il vostro cane cambierà nome. Che sia per assonanza o per associazione libera di idee, le sue, il nostro eroe ribattezzerà il vostro cane. Che voi lo vogliate o no.

 

Quando ho cominciato a lavorare con Alessio e a partecipare agli Stage di Roma pensavo di avere un cane, non dico aggressivo, ma perlomeno mediamente bulletto. Non avevo capito nulla: Sake è insicuro e estremamente pauroso - infatti molte delle foto su questo sito dove si fa palestra con cane fobico vedono lui come protagonista, ahimè.

Sake durante le Classi di Lavoro al Mind the Dog (Maccarese - Roma) a Settembre 2017

Sake durante le Classi di Lavoro al Mind the Dog (Maccarese - Roma) a Settembre 2017

Lo presento in breve anche a voi: Sake è un meticcio di taglia media entrato in canile a 3 mesi circa, prima adottato e poi riportato dopo poco in canile, e lì rimasto fino a che non è arrivato a casa nostra, ad un anno circa.

Io invece sono Francesca, 36 anni e alle prese con il primo cane che sia davvero mio. Ho sicuramente commesso tanti errori iniziali, dettati dal dispiacere per la sua vita passata, che non lo hanno di certo aiutato. Non ha trovato al suo fianco qualcuno che gli desse la sensazione di poterlo guidare e quindi le sue insicurezze sono cresciute ulteriormente. 

Sake è legato a me in maniera quasi viscerale, malata. Sono il suo tesoro e difficilmente tollera che altri cani possano interagire con me pur non presentando fortunatamente nessun problema significativo con gli umani.

Può sembrare gratificante tutto questo amore nei miei confronti, ma in realtà non è così. La totale assenza di autonomia, la sua insicurezza che sfocia in ringhiate e abbai, la consapevolezza che non riesca a vivere sereno sono un problema di cui sono acutamente consapevole e che mi rattrista molto.

Al nostro arrivo al primo Stage, è stato necessario inquadrare i problemi di Sake. In questo caso si è scelto di analizzare le sue interazioni con gli altri cani. Per questo motivo Alessio ha creato un branco ad hoc, selezionando cani ben socializzati e molto equilibrati in grado di ignorare le provocazioni di un biondino coattello. In realtà l’interazione con gli altri cani è stata pari a zero. Sake non si è mosso per tutto il tempo dalla mia gamba. Attaccato alla disperata ricerca di un po’ di sicurezza in un contesto per lui nuovo. 

Anche per me questo suo aspetto è stato completamente inedito, durante le uscite quotidiane con me questa scena non si è mai presentata; è insomma risultato evidente che nel suo territorio, vicino a casa, e con lo stesso gruppo di cani con cui interagire si sentiva meno insicuro e quindi capace di essere più indipendente.

Senza lo sguardo professionale di Alessio avevo completamente sbagliato nella valutazione del comportamento del mio cane.

Durante uno dei primi branchi di valutazione, infatti, mi viene chiesto di uscire dal campo dove stava lavorando Sake e nascondermi alla sua vista in modo da poter studiare il suo comportamento in mia assenza. Per me è stata, soprattutto inizialmente, un’esperienza difficile: il cane mi ha cercato a lungo, percorrendo il perimetro del campo e sedendosi accanto alla giacca che avevo lasciato. Ha avuto bisogno di cercare conforto nel mio odore, manifestando in maniera estremamente chiara il suo stato di ansia. 

In un tentativo ulteriore di stimolare l’interazione con i cani presenti in campo, Alessio ha preso la mia giacca e l’ha lasciata per terra in mezzo agli altri cani. È stata una scena dura da digerire: Sake che camminava basso, con la coda in mezzo alle zampe, tra gli altri cani e si andava ad acciambellare sulla mia giacca. Questo momento è stato fondamentale per capire che molte cose dovevano cambiare, prima di tutto il mio modo di vivere il cane.

E così abbiamo cominciato, anzi HA cominciato. Perché per la buona riuscita di tutto questo Sake lavora senza di me. Sostanzialmente il mio ruolo è quello di autista. Io lo porto agli Stage e lo riporto a casa. Poi lui lavora e io lo guardo. Fa palestra per l’autostima. Sta imparando ad affrontare e superare gli ostacoli senza di me. Ogni volta dall’altro capo del guinzaglio c’è un estraneo diverso che lo guida attraverso salti e passaggi difficoltosi, aiutandolo a capire  di avere le risorse per affrontare molte situazioni senza bisogno del mio costante supporto. Abbiamo inoltre continuato a creare branchi di cani, sempre diversi, da affrontare da solo. L’inizio è stato difficile per tutti e due: per lui che mi cercava continuamente con gli occhi appena sparivo dalla sua visuale e per me che non potevo rassicurarlo. 

Sono stata in un qualche modo rieducata anche io: la cosa in assoluto più importante che sto imparando? Affrontare ogni momento con il mio cane con il relax e la calma. Le nostre passeggiate non sono più stressanti perché mi impongo di renderle tali, offrendo allo stesso tempo a Sakè la certezza che sarò io ad affrontare le situazioni difficili in modo da proteggerlo senza chiedergli nulla. È stato un gran lavoro per entrambi e su entrambi che non è ancora finito.

Ma adesso, dopo un annetto circa, si cominciano a vedere i risultati. Sake comincia ad avere un approccio completamente diverso rispetto alla vita: durante le lezioni riesco a restare nel campo mentre vengono creati branchi per lui e lui adesso non è più attaccato alla mia gamba, ma comincia sentirsi tranquillo in presenza dei conspecifici. 

Siamo riusciti a fare anche un altro passo importante: aumentare il branco di famiglia con un altro elemento. Sempre guidati dai consigli di Alessio su tempi e modalità abbiamo portato a casa una cucciolotta, un probabile incrocio di bassotto di tre mesi. Con lei, Sake ha accettato di condividere i suoi spazi e la sua famiglia, ma soprattutto le ha permesso di condividere con lui il mio amore.

C’è ancora da lavorare, si può ancora migliorare un altro po’ e noi lo faremo. Per la sua e la mia serenità.

Rieducazione

comportamentale

Anche un cane perfettamente educato/addestrato può andare incontro, per motivi che al proprietario sfuggono, a problematiche totalmente inaspettate.

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