• Alessio Borromeo

Quello che cerco...


Un parco cittadino, anzi, il parco cittadino.

Giardini Indro Montanelli, tra Palestro e Porta Venezia, 3.8 Km dal Duomo, furono il primo parco milanese espressamente dedicato alla svago collettivo, dal 1784 sono ancora qui.


Gli anziani camminano con i loro cani all'ombra dei vialetti e quando vogliono riposare si siedono sulla panchina accanto alla mia, non prima di aver alzato i pantaloni ed aver pronunciato il loro classico “oooooplà”. Mostrano orgogliosi i loro calzini in filo di scozia, rigorosamente a rombi. Mi guardano come per dire: ci arriverai anche tu. Sorrido.


Il loro cane, il più delle volte di grossa taglia, si sdraia sotto la panchina accanto ai loro piedi. Davanti a loro continua a passare tutta l'umanità che potete immaginare: business man al telefono, runner, monopattini, skateboard, nonne con la gobba, alcolisti, gente senza senno, scusa hai una cartina, che me lo dai uno spicciolo, vuoi un biglietto della lotteria, che me la metti una firma contro la droga, palloni, bambini, adolescenti che limonano, cani.


Il cane dell'anziano non si scompone, mai.


Passa del tempo e l'anziano si alza, mi fa un cenno con le sopracciglia che ricambio.

Il cane segue i suoi movimenti e si alza, scodinzola. “Bravo cane”, una carezza sulla guancia data da quella mano rugosa, che avrà fatto la guerra, e vanno. Mentre camminano, accanto a loro, continuano a passare quelli di prima, a velocità tripla; i cani delle sciure continuano ad abbaiare come oche starnazzanti, notate l'ossimoro colto.


Il cane dell'anziano non si scompone, mai.


Ah, scusate, un dettaglio, l'anziano e il suo cane non hanno mai avuto un guinzaglio; andate a dirgli che la legge lo prevede, andate.


Loro non hanno mai frequentato un centro cinofilo, anzi, se solo avessi provato a dirgli che addestro cani mi avrebbe risposto qualcosa di simile a: “te fé cusè ti?” che potrei tradurvi con “cos'è che fai, tu?”. Il disprezzo sul suo volto avrebbe detto il resto.


Non ho altro da dirvi, quello per me è il risultato finale. Quello è ciò che cerco, non voglio altro. Non mi interessa la velocità di esecuzione, la precisione millimetrica, il comando a tutti i costi, il.


Quel tipo di rapporto lo si otteneva quasi senza sforzo fino a qualche decennio fa, poi la società è cambiata, il mondo è cambiato, le persone sono cambiate. Gli spazi sono diminuiti, lo stile di vita è diventato quello che è, il cemento ha tolto spazio a verde, il rapporto con la natura è cambiato. Siamo cambiati noi. E no, non sono le botte date col bastone che portano a quel tipo di relazione.


Oggi per arrivare allo stesso risultato c'è bisogno del centro cinofilo, dell'addestratore.


Ecco quello che offro, ecco il vostro “What's in it for me?”


Che cosa ricevo da un corso di addestramento?


Io, qui, cerco di darvi questo. Nient'altro.

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Balanced Dogs di Alessio Borromeo

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