• Alessio Borromeo

COME ADDESTRARE... un carlino



Abbiamo parlato fin qui dell’Husky, del Golden Retriever, dell’Aussie. Tutti cani selezionati dall’uomo per utilità, dal trainare slitte a riportare la cacciagione. Tutti cani che vedo spesso, nel mio lavoro quotidiano, perché solitamente si accompagnano a proprietari che hanno colto l’importanza di un cane educato, se non proprio sportivo. Ma quando parlo di cani e dell’importanza che ha l’educazione di base in una relazione equilibrata cane-padrone, non parlo solo di cani da lavoro. Quando dico che i cani devono fare i cani, parlo anche con i proprietari di razze meno spinte, da borsetta (vi prego, NO!), e ve lo dimostro così. Oggi parliamo di come addestrare uno dei cani da appartamento più diffusi: mettetevi comodi, oggi vi racconto cosa fare con un carlino.

Mettetevi comodi, oggi vi racconto cosa fare con un carlino.

Cominciamo con un po’ di storia, perché quella del Carlino è lunga e attraversa un bel po’ di continenti.

Il carlino nasce molossoide, ma soprattutto cane da compagnia; e già questa è un’informazione importante. Dall’Asia orientale (precisamente dalle corti della dinastia Song), standosene seduto o accucciato sui cuscini di seta, è arrivato in Europa intorno al 500 d.C. ed è diventato praticamente subito una mascotte.

Le donne di un certo ceto sociale si facevano ritrarre con i loro cani dal muso e dalle zampe corte: bella lì, l’immobilità. (E immaginate quanto dovevano grugnare nel frattempo, con quel naso corto che si ritrovano).

Addirittura peggio fanno gli americani: quando viene riconosciuto nel Kennel Club, il carlino viene inserito nel quinto gruppo, che è quello dei Toy, dei giocattoli insomma.

Cosa possiamo mai aspettarci quindi, da un cane giocattolo, brachicefalo, che respira come un trattore e che per riprodursi quasi sicuramente avrà bisogno di un parto cesareo, a causa di una testa decisamente sproporzionata? Cosa potremo mai ottenere da un cane predisposto all’obesità, ai colpi di calore, alle infezioni cutanee, alle congiuntiviti?


Dipende. Il carlino nasce per essere di compagnia, ed è geneticamente predisposto a starsene tranquillo in casa, salvo per quei dieci minuti di pipì. Questo non toglie però che - sebbene la sua forma sia quantomeno peculiare e diciamo ben lontana esteticamente da quella del progenitore lupo - il carlino sia a tutti gli effetti un cane.

C’è differenza tra il conoscere i limiti di una razza e dimenticarsi di quali siano le sue esigenze basilari. Proprio per il fatto di essere un cane da compagnia, il carlino ha un’indole estremamente fedele e - se gli permettiamo di usarla - può avere anche un buon livello di energia da spendere.

Questo lo rende un cane sicuramente focalizzato sul proprietario e ben disposto a seguirlo in attività diverse dal divano. Certo, non sarà mai un cane da sport cinofili di alto livello, ma sappiate che esistono in italia anche le Olimpiadi del Carlino...

EDUCAZIONE DI BASE

Visto il suo amore incondizionato per il cibo e la propensione a vedere il proprietario come Dio, l’educazione del carlino risulta relativamente facile, per quanto si tratti sempre di molossoidi. Significa che l’educazione di base, fatta di seduto terra resta e richiamo è imprescindibile e particolarmente indicata, ma che può essere portata anche a un livello superiore e sfruttata per mantenere il proprio carlino attivo e lontano dall’obesità, vera piaga della razza.

Quindi assolutamente sì ad attività di Obbedienza, a lunghe passeggiate (con attenzione al clima, si intende) e a giochi come il tira e molla o il riporto. Addirittura se siete ispirati, potete anche realizzare un percorso di agility a dimensione carlino: con qualche coperta o vecchi asciugamani arrotolati avrete un percorso ad ostacoli sempre nuovo.


Incredibile, vero? Cose da cani.

ATTIVAZIONE MENTALE

Ora, non ci crederete, ma il carlino è parecchio intelligente. Sarà il testone.

Vale la pena sfruttare il suo amore per il cibo (l’ho già detto, che ama il cibo, si?) per introdurlo a giochi di attivazione mentale, che possono andare dai puzzle di varie forme all’insegnargli parole diverse da associare a oggetti specifici. Mettiamo ad esempio che il vostro carlino abbia imparato il concetto di riporto: bene, portate ad un livello più complesso l’attività e insegnategli a riportare oggetti.

IL CARLINO IN BREVE

  • Originario dell’Asia, è un molossoide da compagnia

  • Particolarmente predisposto all’obesità, ai colpi di calore e alle malattie cutanee

  • Ha un’indole fedele e focalizzata sul padrone

  • Nonostante le apparenze, è energico e intelligente

ATTIVITà DA FARE CON UN CARLINO

  • Educazione e obbedienza

  • Riporto e associazione di nomi a oggetti specifici

  • Mini-agility e percorsi

  • Attività di Attivazione mentale

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