• Alessio Borromeo

IL CORTOCIRCUITO CINOFILO: IO SONO PER IL CANE CHE FA IL CANE



Il cane che fa il cane, in realtà, può voler dire tutto. Oppure niente.

Perché un Malinois che fa condotta con la testa alta, che guarda negli occhi il conduttore, sta facendo il cane.

Perché un Pastore Australiano che fa Dog Dance con gli occhi che brillano sta facendo il cane, e non il “cane da circo”, come potreste pensare.

Perché un Border che fa Agility e salta alla velocità della luce sta facendo il cane.

Perché un Pastore Tedesco che morde la manica, magari a bocca piena, sta facendo il cane.

Il cane che dorme sul divano e fa il giretto al guinzaglio, anche tre volte al giorno, ecco, lui non sta facendo il cane.

Il cane che fa il cane è un cane felice di fare ciò che fa, qualsiasi cosa, con il proprietario. O conduttore, se parliamo di alcuni sport.

È felice di ciò che fa, ho scritto poco fa. Felice è il concetto.

Il cane non è felice di passare le suo giornate tra divano e praticello sotto casa, per quanto possiate illudervi che lo sia.


Il cane non è felice di aspettare sei/otto ore il vostro ritorno dal lavoro e poi due coccole e poi giretto intorno all'isolato e poi a casa che bisogna preparare la cena, per quanto possiate illudervi che lo sia.

Il cane non è felice di essere portato a passeggio lungo il marciapiede in un sabato di shopping, o in un giorno qualunque, e di incontrare altri cani come lui tutti tenuti al guinzaglio.

Gli esempi si sprecherebbero, ma mi fermo qui.

Poi c'è l'esatto opposto, il cinofilo duro e puro.

Il cinofilo duro e puro è quello che si fa un Malin perché così fa Mondio, o IPO. Quello che si fa un Pastore Australiano perché così ci fa Dog Dance. Quello che si fa un Border Collie perché così fa Agility. Quello che si fa un Pastore Tedesco Grigio perché così "Mi sfonda il figurante". E, badate bene, non c'è assolutamente nulla di male nello scegliere quella determinata razza perché più adatta a quella particolare attività cinofila, anzi.

Il problema è che il cinofilo duro e puro spesso si dimentica che lo sport, quello specifico sport, lo ha scelto lui, non il cane.

Quindi vedi Malin fare condotta perché obbligati, Australian ballare perché obbligati, Border fare uno slalom perché obbligati, Pastori Tedeschi puntare alla manica perché obbligati.

E chiariamo il concetto: obbligati non vuol dire costretti da un collare a punte o da uno elettrico. Quello non voglio neppure commentarlo. Obbligati vuol dire che il cane lo fa per soddisfarci, per soddisfare noi umani. Non lo fa perché è felice.


Ricordate? Felice è il concetto.

Spesso, però, si instaura un corto circuito: mi piace l'Agility, vado a 398 Km da casa perché voglio un cane di quell'allevamento, attendo la cucciolata, aspetto 60 giorni prima di portare il cucciolo a casa e durante questi 60 giorni vado a trovare i cuccioli e faccio 398 km all'andata e 398 al ritorno, e inizio a pensare a quanto sarà bello quando inizieremo a fare Agility, e spendo 2000 euro. E, cazzo, ora tu fai Agility!

Al cinofilo si annebbia la vista. Inizia a non vedere i primi segnali di disagio o gli ignora, volontariamente oppure no. Inizia a vedere che il cucciolo, , fa gli esercizi, ma non è spinto come avrebbe dovuto. Inizia a chiedere al cane esercizi sempre più complessi, e il cane li esegue anche, ma c'è qualcosa che non va. Però il cinofilo non si schioda, il cane deve fare Agility!

Vince anche qualche gara, ma non è felice, il cane.

Ad un certo punto il cinofilo se ne accorge, sempre.

Spesso, però, sotterra la testa sotto la sabbia e va avanti. Basterebbe poco, davvero poco. Basterebbe prendere quel cane e portarlo a fare altro. Basterebbe fargli provare il Disc Dog o portarlo sulle pecore; basterebbe, semplicemente, portarlo a fare lunghi trekking in montagna. Ma è la mente dell'umano che dovrebbe cambiare, e se l'umano è preda di quel cortocircuito non è possibile fare nulla, nulla. Quindi, poi, nascono gli stereotipi: il Malin fa Mondio, il Border fa Agility, l'Aussie fa DogDance, il Pastore Tedesco fa IPO.

A volte basterebbe cambiare l'ordine degli addendi e il risultato, nonostante quello che ci dice la regola matematica, cambierebbe.

Poi ci sono io.

Ho tre cani di razza: un Pastore Australiano, un Malinois, un Husky. Ho provato a fare sport, ho vinto due coppette che sono ancora li in bella mostra sulla libreria, ma mi sono reso conto che il cane non era felice, ho smesso di fare sport. Nonostante tutto l'investimento. Poi ho cercato di trovare qualcosa che piacesse a tutti, umani e cani. Ora i miei cani fanno solo i cani, nel modo che più piace loro: vanno nel bosco, o sulla riva del fiume, o nei campi infiniti e pianeggianti, almeno due ore al giorno. Fanno il bagno nel fiume, o nelle rogge. O si rotolano su una carcassa o in una pozzanghera fangosa. Corrono, giocano tra di loro, tra di loro e con altri cani, tra di loro e con me. Il Malin ogni tanto morde il salamotto. L'Australian ogni tanto fa obbedienza. L'Husky ogni tanto viene a correre con me, o corre a fianco delle bici.

Ah, badate bene, una cosa non esclude l'altra. Il bosco, il fiume, la roggia, la carcassa, il fango. E lo sport.

Se siamo sicuri che il cane sia felice.

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Balanced Dogs di Alessio Borromeo

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