• Alessio Borromeo

Il mio cane è geloso! Come gestire l'iperattaccamento e l'ansia da separazione



C'era una volta un cucciolo,

piccolo, tondo e con degli occhioni grandi così. I nuovi proprietari erano tanto felici del nuovo arrivato, così felici che nelle loro giornate non c'era altro, tutto ruotava intorno al cucciolo, tutto.

Non lo mollavano mai, neppure per un istante; il mondo, fuori, non esisteva più. Il loro nuovo mondo era quel cucciolo, desiderato, voluto, adorato. La vita, in quei primi giorni, trascorreva sul pavimento, ad altezza cucciolo. Le giornate passavano giocando con lui, facendogli mordicchiare uno straccetto, magari una vecchia ciabatta, una pallina nuova di pacca che il cucciolo inseguiva felice. Poi si usciva in giardino e i giochi continuavano, un sacco di versetti, un sacco di parole dolci, un sacco di moine. Stanchi si tornava in casa con il cucciolo in braccio, ci si sedeva sul divano e il piccolo era in grembo, carezze, grattini sulla pancia, qualche sontuosa leccornia...

Che va bene, è normale e sacrosanto, ma c'è un però.

Quando si prende un cucciolo generalmente si prendono anche dei giorni di ferie e si passano giornate intere con lui, dimenticandosi che tutto quel tempo una volta tornati al lavoro non lo avremo più. Bisognerebbe ricordarsi di far scemare le attenzioni, almeno un po', giorno dopo giorno; il cucciolo altrimenti non sarà in grado di sopportare la nostra assenza quando, inevitabilmente, saremo costretti a tornare nel mondo reale. Se, invece, siamo così fortunati da lavorare da casa o da fare un lavoro come il mio che mi permette di portare il cucciolo ovunque e di averlo sempre con me, beh, il processo non cambia. Proseguire nel dare attenzioni, in maniera costante ed esasperata, porta allo sviluppo dell'iperattaccamento e l'iperattaccamento è l'anticamera dell'ansia da separazione e anche di quella che noi umani chiamiamo gelosia.

...il piccolo era in grembo, carezze, grattini sulla pancia, qualche sontuosa leccornia. Capitava che il cucciolo facesse pipì allagano i vestiti di mamma, mentre la faceva i nuovi genitori ridevano divertiti:

<<Amore, ti scappava tanto eh!>> <<Amore, la pipì santa...>> <<Amore non preoccupati, so che non avresti voluto farla sulla

mamma, non hai resistito...>> <<La mamma si cambia e torna da te...>>

Un approccio totalmente errato. Antropomorfizzazione. L'antropomorfizzazione è - oltre ad un sacco di altre cose che possono portare a conseguenze disastrose – l'anticamera dell'iperattaccamento, che è l'anticamera dell'ansia da separazione e anche di quella che noi umani chiamiamo gelosia.


Sarò un po' più tecnico.

L'iperattaccamento è quello che il cucciolo sviluppa con la madre (la madre vera, non quella umana) ed è utile alla sua sopravvivenza nelle prime settimane di vita, è questioni di ferormoni ma non starò a dilungarmi. Quando questo cessa di avere utilità la madre inizierà il distacco allontanandosi sempre più dai cuccioli, diminuendo gradualmente il contatto fisico. Questo porta a far si che il cucciolo cominci ad orientarsi maggiormente verso gli altri cani arrivando a quella che vine definita “maturità sociale”.

Possiamo poi parlare di iperattacamento primario e iperattaccamento secondario.

IPERATTACCAMENTO PRIMARIO

L'iperattaccamento primario si verifica quando il cucciolo rimane affettivamente troppo legato al proprietario mentre si dovrebbe già essere verificato “l'allontanamento” Questo iperattaccamento è alla base della patologia chiamata “ansia da separazione” in presenza della quale il cane non sa stare solo e se lasciato in casa manifesta comportamenti ansiosi (latrati, ululati, abbai, minzioni inappropriate…) e distruttivi nei confronti di mobili e suppellettili. Quando sarà in compagnia del suo umano gli vivrà appiccicato, avrà un atteggiamento morboso, lo seguirà ad ogni spostamento in ogni angolo della casa. Nei casi più gravi il cane può non mangiare e non bere se non è in presenza della persona verso la quale ha sviluppato iperattaccamento. Tutto questo può essere molto gratificante per l'umano che non si rende conto che il cane vive in perenne stato d'ansia!

IPERATTACCAMENTO SECONDARIO

L'iperattaccamento secondario si sviluppa in età adulta. Il cane ha comportamenti del tutto normali ma manifesta generalmente un attaccamento morboso nei confronti di un componente delle famiglia; può manifestare comportamenti aggressivi qualora qualcuno cerchi di intromettersi tra lui e la persona oggetto dell'iperattaccamento.

COME PREVENIRE E COME RISOLVERE L'IPERATTACCAMENTO NEL CANE? Per evitare l'iperattaccamento primario è necessario non essere morbosi con il cucciolo, non dedicargli il 100 per 100 del nostro tempo e delle nostre attenzioni. Dobbiamo, sin da subito, lasciargli aria, permettergli di sbagliare, concedergli momenti di autonomia, non antropomorfizzarlo... E imporre, dal primo giorno, qualche piccola regola di comportamento. Per l'iperattaccamento secondario è necessario aumentare gradualmente, molto gradualmente, i momenti di solitudine e modificare tutti quegli atteggiamenti che creano aspettative immotivate. Uscire di casa dicendo al cane, con voce tremante: <<La mamma torna subito...>> ne è un classico esempio. Far uscire il cane anche con persone non strettamente legate al nucleo famigliare, o alla persona oggetto di iperattaccamento, e fare in modo che durante queste uscite il cane si diverta molto. Insomma, far capire al cane che il mondo, e la vita, è bella anche se la persona oggetto di iperattaccamento non è al momento presente. Altre decine di accorgimenti sarebbero necessari, ma devono essere valutati a seconda della situazione e del caso specifico, come sempre devo consigliarvi di rivolgervi ad un professionista.

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