• Alessio Borromeo

Un Sabato sull'Adda: memorie della prima escursione cino-biologica.



Ci sono sabati pomeriggio tra aperitivi e cene, quelli in cui vai al cinema, quelli che passi sul divano davanti alla tv. E poi ci sono i Sabati con la S maiuscola, quelli un po' più speciali degli altri.

Lo scorso sabato, per dire, abbiamo iniziato questa nuova avventura chiamata escursione Cino-Biologica; la prima di quella che vorremmo essere una lunga serie si è svolta sulle rive dell'Adda, all'interno del parco Adda Sud, partendo da Rivolta d'Adda. In partenza alle 17: io, il mio braccio destro in questa giornata Silvia, Guida Ambientale Escursionistica, sei umani e sei cani, due dei quali con problemi di aggressività; è su di loro che si concentra la mia attenzione, almeno nella parte iniziale dell'escursione: penso a come amalgamarli al “branco” per evitare qualunque problematica e permettere a cani e proprietari di godere appieno dell'esperienza. Ci riesco, ci riusciamo, perché tutti collaborano entusiasti. Dopo i primi venti minuti e i primi esercizi svolti sul sentiero che conduce al limitare del bosco, appare chiaro che i cani, tutti, sono calmi e intenti a godere degli odori di selvatico; le piccole tensioni sono smorzate e i partecipanti possono passeggiare tranquilli. Questo primo lavoro è stato un investimento fatto sull'intera escursione, quattro ore tra andata e ritorno. Un paio di ringhi ci sono stati, dettati da qualche avvicinamento un po' troppo frontale, capita, ma niente di più.

Tutti si rilassano, anch'io. Perché si, è vero, io tratto con cani aggressivi piuttosto spesso ma ogni volta c'è la giusta tensione, quella che mi permette di essere all'erta, di cogliere quei micro segnali che mi permettono di leggere i cani e le situazione con quell'attimo di anticipo da riuscire a disinnescare, ancora prima che nasca, una situazione potenzialmente difficile. I cani camminano legati e sereni, l'amalgama è sempre più tangibile. Silvia parla del fiume e di flora e di fauna. Tutti molto interessati. Nei momenti di stop, quando il gruppo si ferma ad osservare quel che Silvia racconta io controllo i cani, che tutti siano sereni, che la stasi non crei nervosismo; ci siamo, qualche piccolo consiglio, qualche: “premia il cane! Guarda come è bravo!”, qualche: “lodate i cani, sono in una situazione non facile, non si conoscevano fino a poco fa, e ora guardateli...”, qualche: “Dite loro BRAVO, il BRAVO è gratis!”, e le cose continuano ad andare nel verso giusto.

Incontriamo una carovana di cavalli e cavalieri diretti al maneggio poco lontano, qualche cane si agita, il cavallo è sempre un animale complicato per il cane se questi non è abituato alla presenza dell'equino sin da piccolo. Il cavallo è strano, imponente, e poi “puzza” di preda. Teniamo a bada quei cani a cui sale lo stato di eccitazione, risistemiamo le cose e ripartiamo. Qualche cane rimane agitato per un po', normale amministrazione. Abbiamo passato anche questa. Durante l'uscita, ovviamente, oltre alle spiegazioni naturalistiche di Silvia, ci sono le mie. Si parla di relazione, di come costruirla, di quello che il cane vuole e non vuole, si parla di come la nostra energia possa influenzare lo stato d'animo del cane, si parla di come costruire un richiamo che funzioni anche in situazioni difficili come quelle presenti nel bosco. Con i cani si lavora, si fanno esercizi, semplici ma anche complessi. Ogni cane ha la propria individualità, con tutti riusciamo a fare un bel lavoro, adattandolo alle possibilità di ognuno. Non vi tedierò con tecnicismi vari ed eventuali, per quelli bisogna essere presenti e vivere l'ambiente nel quale si lavora. Posso però farvi un piccolo esempio di quello che succede in queste occasioni: prendete Chiquita, un Pitbull che non conosceva il comando “resta”; il comando, per chi non ne fosse pratico, prevede di mettere il cane seduto e allontanarsi di una decina di metri camminando all'indietro, almeno in fase iniziale di training, senza che questi si muova dalla posizione. Ecco, con la tecnica giusta, l'energia corretta e la piena collaborazione del proprietario siamo riusciti ad arrivare al risultato in pochi minuti nonostante il bosco, il fiume, l'odore di selvatico. Una banalità ma, allo stesso tempo, un piccolo successo.


Prima di intraprendere la via del ritorno ci fermiamo per mangiare qualcosa seduti sull'erba, anche la presenza del cibo non scatena gelosia, iperprotettività, problemi. Sono molto soddisfatto. Cani e proprietari molto bravi. Poi torniamo, arriviamo alla fine, che è stato anche l'inizio di tutto. Foto di gruppo e si va alle macchine. Non posso aggiungere nient'altro, una bellissima esperienza che non vedo l'ora di ripetere. Saluto tutti. Saluto Silvia. Ci vediamo alla prossima avventura.

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