• Alessio Borromeo

Storia di un Cane e di un Baobab



Un cane non fa mai niente a caso o per caso, dalla nascita alla morte.

L'atteggiamento di qualunque cane lasciato libero è quello di cercare il proprio benessere.

Se la relazione che abbiamo instaurato con il nostro cane è “corretta” saremo noi il benessere che va cercando. Se la relazione ha una falla, invece, il cane mirerà ad altro e su questo altro probabilmente si perderà.

Il cane torna da noi perché siamo il centro del suo mondo, la cosa più importante che esista: una sorta di Dio terreno. Ecco, è così che dovrebbe vederci il nostro cane.

E se ho ottenuto questo ho ottenuto tutto, davvero.

È importante che il cane ci veda in questo modo, non esagero, e la cosa bella è che tutti possono arrivarci, tutti possono diventare la figura carismatica e di riferimento e, che il cane desidera; perché si, lo desidera. Ci sono un'infinità di maniere per intraprendere il cammino verso l'idillio ma qui, oggi, vorrei solo farvi interiorizzare il concetto. Il concetto, non il tecnicismo.

E se sono in un prato e libero il mio cane e lui parte in linea retta e si allontana fino a che diventa un puntino all'orizzonte e poi non lo vedo più; ho sbagliato tutto, sono davvero lontanissimo da quel che dovrei essere per il mio cane.


Questo, però, non è un motivo valido per arrendersi, non è un motivo valido per non ricominciare da capo.

Il percorso è li che mi attende, fermo, battuto dal sole e dalle intemperie, con zone d'ombra e radure soleggiate, foglie che cadono d'autunno e che quando le si calpesta fanno “crik” e rami che in primavera sbocciano e si riempiono di fiori e di foglie e di frutti. Sul percorso incontrerò temporali, a volte grandinerà e sarò costretto a rifugiarmi sotto un grosso Baobab, che il Baobab non lo possiamo trovare alle nostre latitudini, ma magari uno lo incontreremo non si sa come e ci rifugeremo in una cavità del suo enorme tronco, e la grandine cesserà.

Noi usciremo dal tronco nel quale ci eravamo rifugiati insieme al nostro compagno di vita a quattro zampe, e prima, senza neppure accorgercene, con lui al nostro fianco avremo corso perché si era alzato un refolo di vento che poi era diventato sempre più intenso, le nuvole bianche avevano lasciato il posto a nuvoloni neri che non lasciavano presagire nulla di buono. Sotto le nostre scarpe il “crik” delle foglie secche, più di una volta abbiamo rischiato di scivolare, cadere e farci male. Il cane correva lo stesso al nostro fianco. Non trovavamo un riparo, poi all'improvviso un Baobab, il suo tronco, la cavità. Ha smesso di grandinare e siamo usciti, ed ecco le foglie sui rami, i fiori, i frutti, le nuvole bianche il terreno asciutto, l'erba verde, il canto degli uccellini, il sole.


Tutto questo con il cane al nostro fianco, libero, totalmente libero. Ecco la relazione, eccoci Dio. Ecco tutto.

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Balanced Dogs di Alessio Borromeo

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